E-factor è un arma semplice, intuitiva, che sfrutta il fattore di allungamento dell’elastomero per variare la potenza del tiro.
Scheda:
102cm fuori tutto, larghezza 4 cm , altezza 3,5 cm
fori di vincolo a :
cm 64,5 = fattore 2,8
cm 69,0 = fattore 3,0
cm 75,0 = fattore 3,2
in questa configurazione: asta 6,5 x 115 , elastici diam. mm 16
Mi sono spesso chiesto cosa si fosse potuto fare per evitare l’annoso problema dell’indebolimento delle aste nelle zone delle tacche di vincolo per gli elastici; abbiamo visto soluzioni diverse; dalle aste con le pinnette/pernetti a quelle senza tacche che sfruttano, come zona di vincolo dell’elastico, un particolare del meccanismo di sgancio.(es Ermes Innovation).
Certo che…………. le aste con le tacche, pur mantenendo i loro limiti, consentono, in caso di tiro in tana, di limitare almeno un po’ la potenza del tiro al fine di evitare impatto devastante dell’asta sulla parete della tana
La mia proposta è realizzata tramite un sistema “chiuso”, integrato all’interno del fusto, il quale a differenza del normale foro per l’elastico circolare che è “aperto” (aperto in quanto è sempre presente il taglio per consentire di cambiare l’elastico), risulta particolarmente solido ed affidabile inoltre genera, in considerazione delle ridotte dimensioni, un indebolimento della testata che reputo inferiore a quello generato dalla sede classica per il circolare.
Sulla testata i punti di vincolo del cavetto sono posizionati particolarmente in alto rispetto all’asse del fusto così da permettere alle gomme di avere una escursione il più parallelo possibile al guida asta evitando così inutili dispersioni di energia cinetica durante la fase propulsiva dell’asta.
Il sistema di variazione della potenza è molto semplice e sfrutta il classico sistema di calcolo che è governato dal cosiddetto “fattore di allungamento dell’elastico”; da qui la scelta di battezzare questo particolare sistema con il nome di “E-Factor” (fattore elastico).
Nel calcolo classico si tiene per dato fisso la lunghezza nominale dell’arma e si divide per il fattore di allungamento che normalmente è 3.
Esempio: l’arbalete da 75 cm monterà gomme che saranno frutto di: 75:3 =25 cm (lunghezza lorda), dato al quale si sottrarranno 4 cm che normalmente sono rappresentativi della zona di sicurezza per le legature per intenderci, nei fucili di serie, dal gruppo boccole/ogive; pertanto la lunghezza reale (escluse le zone per le legature) sarà di 25-4 =21 cm (lunghezza netta).
Bene,……… io ho rovesciato l’operazione tenendo come dato fisso non la lunghezza nominale dell’arma bensì quella dell’elastico.
Desideravo avere una griglia dove il foro centrale sfruttasse il fattore di allungamento 3, un foro superiore (di max carico) che sfruttasse il fattore di allungamento 3,2 e uno inferiore ( minimo carico) dove il fattore utilizzato fosse 2,8 ottenendo di fatto un sistema di variazione della potenza che, in pochi centimetri mi permettesse di variare la potenza da 3,2, a 2,8.
Dopo aver misurato la mia distanza massima sfruttabile dalla tacca di massimo carico = 75 cm ho così proceduto nel calcolo:
75 :3,2 = 23,4 (l.elastico lorda) – 4 = 19,4 cm (l.elastico netta) .
per comodità di calcolo ho arrotondato a 23 cm la l.lorda e a 19 cm quella netta.
Moltiplicando la lunghezza “lorda” costante ( 23 cm) x 3 ottengo naturalmente 69cm che è la distanza dalla tacca di massimo carico dove ho realizzato il mio foro di vincolo centrale.CARICO OTTIMALE
Moltiplicando la lunghezza “lorda” costante ( 23 cm) x 2,8 ottengo naturalmente 64,5 cm che è la distanza dalla tacca di massimo carico dove ho realizzato il mio foro di vincolo più vicino ottenendo di fatto un DEPOTENZIAMENTO.
Moltiplicando la lunghezza “lorda” costante ( 23 cm) x 3,2 ottengo nuovamente 75cm che è la distanza dalla tacca di massimo carico dove ho realizzato il mio foro di vincolo più lontano ottenendo un SOVRAPOTENZIAMENTO.
In soli (75-64’5 =) 10,5 cm ho ottenuto una variazione della potenza da fattore 3,2 a fattore 2,8.
Il fucile che ho realizzato, come ben visibile nell seconda immagine, monta aste tradizionali quindi, una ulteriore gamma di configurazioni si otterrebbe vincolando l’archetto alla tacca di minimo carico anziché a quella di massimo carico, configurazione che potrebbe rendersi necessaria in caso di tiro all’interno di tane particolarmente corte o di vicinanza della preda alla parete.
Ho utilizzato una griglia a 3 punti di vincolo ma potrei benissimo realizzarne una con 5 punti di vincolo di cui uno “base” a fattore 3 (centrale ) più 2 di potenziamento e 2 di depotenziamento; potrei anche, in caso il carico delle gomme non mi soddisfacesse, cambiare il diametro o la lunghezza netta delle stesse variando nuovamente in più o in meno la potenza che intendo venga espressa.
In realtà il motivo per cui ho pensato questo sistema è che la testata E-Factor trova la sua massima efficacia se si utilizzano aste senza tacche raggiungendo così il prefissato doppio scopo A) di variare la potenza di tiro, non altrimenti ottenibile causa la mancanza delle tacche, B) utilizzare aste full-face che, proprio per la mancanza della tacche stesse, non conservassero quei naturali punti di debolezza tipici della zona in cui le tacche vengono realizzate.
Ritengo che le lunghezza nominali dei fucili ideali per questo tipo di sistema siano quelle comprese tra quelle minime e i 90 cm, se si utilizzano aste tradizionali, e tra quelle minime e i 100 cm se si utilizzino aste senza tacche, dove il vincolo dell’archetto non è sull’asta bensì in un particolare della scatola di sgancio, poiché in questi fucili ad una lunghezza nominale di 100 corrisponde una lunghezza del fusto e una conseguente brandeggiabilità tipica di armi di lunghezza nominale inferiore.
Da sempre sognavo di poter andare in acqua con un fucile solo che permettesse di essere utilizzato al libero come in tana, che non tradisse l’essenzialità dell’arbalete rimanendo un arma semplice sia nella gestione che nella manutenzione; credo che E-Factor risponda e questi requisiti tanto che sia il progetto che la sua realizzazione non hanno richiesto la presenza di pezzi realizzati ad-hoc bensì quei particolari standard gia presenti da sempre nelle nostre armi.
La semplicità della realizzazione della griglia, non tanto sul legno, quanto piuttosto tramite stampi in carbonio o estrusioni di alluminio nonché, la funzionalità del sistema stesso e la potenziale applicabilità ad armi di serie, mi hanno fatto propendere, contrariamente a quanto fatto fin’ora, per BREVETTARE questa mia idea.
Che questa mia pensata sia “delirio puro” o ”l’inizio di qualcos'altro” solo il tempo e tanta acqua salata potranno dircelo…..