Iniziamo dal principio … il progetto realizzato interamente al CAD della mia decima creazione, i disegni di massima sono stati pubblicati nelle pagine della rivista “Pescasub” di Agosto nell’articolo redatto dall’Ing. Michele Rubbini che ringrazio cordialmente insieme alla redazione della rivista per lo spazio concessomi.
La mia produzione dura da un anno, con alti e bassi, gli altri fucili realizzati precedentemente hanno funzionato tutti molto bene, offrendo tiri sorprendentemente tesi e precisi, ma nonostante continuassi a creare armi per ogni possibile esigenza di pesca ero ancora sostanzialmente insoddisfatto in quanto nessuna di queste armi aveva la forma che io avevo in mente, benché il brandeggio e l’aspetto fossero comunque molto gradevoli mancava qualche cosa … semplice, all’apparenza, ma sostanzialmente molto importante, ossia le scanalature ai lati del guida asta, potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma l’assenza di questa lavorazione comporta un leggero contatto delle gomme con il fusto, provocando il sollevamento della coda dell’asta e nel contempo generando una dispersione della forza propulsiva delle gomme stesse.
Questa arma che vedete nelle foto al lato rappresenta la prima creazione da quando mi sono regalato una fresatrice che ho provveduto a montare, capovolta, sotto un banco autocostruito (di cui ho pubblicato le foto sul forum del sito www.bluworld.com), consentendomi in questo modo di utilizzare la fresatrice a mò di toupie, attrezzo professionale estremamente costoso che per piccole lavorazioni può essere sostituito da tale soluzione.
Il legno utilizzato per la realizzazione del fucile è mogano, presumo africano, ricavato da telai di porte interne rimosse da una vecchia abitazione in corso di demolizione, questo legname è stato tagliato circa 40 – 45 anni fa …. quindi la stagionatura penso possa andare bene …..
Il fusto è composto da quattro listelli incollati con colla poliuretanica di classe D4, il pezzo è stato poi sgrossato con una pialla a filo e spessore fino alle dimensioni desiderate, la rastrematura del fusto è stata eseguita con l’ausilio del seghetto alternativo.
Con tale utensile ho provveduto alla prima sgrossatura del listello del fusto realizzando il guida asta e le fresature laterali.
La prima è stata eseguita con una fresa dal profilo circolare avente diametro di 6 millimetri, ed eseguendo due passate leggermente disassate ho ottenuto una guida avente circa 7 millimetri di larghezza, consentendo in questo modo di ridurre i punti di contatto tra la guida stessa e l’asta, limitando le dispersioni di energia.
Le seconde fresature, ossia quelle al lato della guida sono state eseguite utilizzando una fresa dal profilo semicircolare avente raggio di 6.3 millimetri.
Una volta eseguite queste lavorazioni ho provveduto alla realizzazione dello scasso per l’alloggiamento del meccanismo di sgancio rajo e dell’incastro a tenone dell’impugnatura.
Tale lavorazione è stata eseguita utilizzando un seghetto alternativo ed è stato rifinito utilizzando degli scalpelli per legno affilati come rasoi per permettere la lavorazione di un legno duro come il mogano senza che questo potesse scheggiare.
L’impugnatura è ispirata a quella del fucile Cressi SL, che valuto una delle migliori in commercio per inclinazione e per ergonomia, la quale è stata ulteriormente migliorata realizzando un appoggio per il pollice ed un migliore sostegno per il palmo della mano, in modo da migliorare la risposta al rinculo non trascurabile che tale arma restituirà alla mano stessa e il controllo dell’arma in fase di brandeggio.
L’impugnatura è stata poi fissata al fusto tramite incollaggio con colla poliuretanica classe D4.
L’elsa paragrilletto, come si può intuire dalle venature del legno, è stata ricavata in monoblocco con l’impugnatura stessa, garantendo in questo modo la continuità delle fibre che collaborano attivamente al ricercato incremento di rigidità dell’unione tra i fusto e l’impugnatura stessa.
Successivamente ho proceduto alla resinatura, entro fori precedentemente realizzati, dei tasselli in ottone ad espansione che permettono il fissaggio del fermo posteriore del meccanismo di sgancio e del mulinello.
In seguito, durante le operazioni di levigatura del fusto mi sono reso conto che l’altezza del fusto era molto ridotta e risultava pertanto flessibile quando sottoposto a carico, ho proceduto allora all’incollaggio al di sotto del fusto di una lamina, in mogano meranti, dello spessore di un centimetro, tale soluzione ha donato al fusto una maggiore massa, che in un arma del genere non guasta mai, e ha fermato definitivamente ogni movimento di flessione che si potesse generare nel fusto, scongiurando, grazie all’incollaggio ortogonale rispetto ai listelli del fusto, anche eventuali movimenti del legno stesso.
A questo punto è iniziato il lavoro più lungo, ossia quello di raspa …. Ci sono circa tre ore di lavorazione con raspe di diversa fattura per ottenere la forma stondata della parte inferiore del fusto per la sgrossatura della testata.
Le lavorazioni di fino sulla testata, come sull’impugnature sono state eseguite mediante l’utilizzo di una smerigliatrice ad alta velocità ad aria compressa … molto simile ad un dremell, ma con la possibilità di montare accessori per più grandi, come raspe rotative e spazzole abrasive di dimensioni medie, nonché il montaggio dei medesimi accessori che monta il dremell stesso.
La testata è stata conformata in modo tale che gli elastici, a fucile carico seguano una linea quasi parallela e perfettamente aderente al fusto.
Questa è inoltre leggermente più larga del fusto per opporre un freno idraulico ai movimenti di alzo del fucile in fase di sparo, con la stessa logica è stato realizzato anche l’allargamento del fusto nella zona posteriore, traendo liberamente spunto dagli studi pubblicati dal Maestro Giorgio Dapiran e ispirandomi vagamente al modello medijedi di sua produzione.
Il meccanismo di sgancio è rajo, nella versione con il grilletto inox.
Lo sgancisagola è del tipo a girella in acciaio inox che lavora direttamente a contrasto sull’asta, che provvede a liberare la sagola appena l’asta ha percorso i primi cinque centimetri delle sua corsa.
Tale sganciasagola è fissato al fusto con una vite parker passante attraverso una boccola in acciaio inox che funge da base di appoggio per la rotazione della girella stessa.
La finitura del fusto è stata realizzata mediante quattro mani di resina epoxy e tre mani di vernice poliuretanica bicomponente per parquet, avente elevata durezza superficiale.
La distanza dalla seconda tacca fino al foro più distante è di 96 centimetri, la larghezza massima in prossimità dell’impugnatura è di 6.7 cm, la larghezza poco prima della testata è di 3.3 cm, la larghezza della testata è di 4.7 cm, altezza del fusto nella zona del grilletto è di 3.2 cm, l’altezza massima in mezzeria del fusto è di 4.00 cm, l’altezza della testata è di 3.00 cm.
La massa del fucile completo è di ben 2600 grammi.
Le gomme sono omer power ø18, tagliate con un fattore di 3.15 con ogiva in kevlar.
L’asta è da 6.5 per 130 e il mulinello è un omer reel 50 con 45 metri di sagolino nero in poliestere sempre omer.
La prova in acqua deve ancora essere eseguita per la regolazione dell’assetto dell’arma che sarà sicuramente positiva.
Quando farò tutto questo, se il buon persiko acconsentirà procederemo all’aggiornamento della pagina … speriamo con qualche bel pesce meritevole di essere sparato con tale cannone.
Una considerazione ovvia da fare è che tale arma è destinata esclusivamente alla pesca “all’aspetto” ed all’agguato in ampi spazi con acqua limpida, non è sicuramente un’arma che si può utilizzare per la pesca in risacca o per praticare l’agguato in anfratti stretti con acqua torbida; insomma, un’arma di nicchia che nelle situazioni per la quale è stata progettata dovrebbe dare risultati eccellenti.
Voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che nel corso di quest’anno di produzione di fucili in legno mi hanno direttamente ed indirettamente aiutato a migliorare di volta in volta la qualità realizzativi dei fucili, ossia tutti coloro che pubblicano le foto delle creazioni on-line, le case produttrici tutte, Giorgio Dapiran il quale ha pubblicato i suoi studi sulla balistica e sul comportamento delle armi subacquee al quale mi sono ispirato per la forma del fusto e tutti coloro che nel forum di bluworld.com dispensano consigli utili per arbageppetti esperti e meno esperti.
Quest’opera è merito di tutti voi.