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Martino

  

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Il double 105 è stata la mia prima realizzazione (agosto 2005), dopo che mi ero fatto già un po' di cultura, dal punto di vista realizzativo (grazie a persiko e la sua eccezionale pagina web) e teorico (grazie a Dapiran che, qualsiasi cosa si pensi, è stato comunque l'unico ad affrontare in maniera sistematica e fisicamente ineccepibile e a divulgare studi accurati sulla statica e sulla dinamica degli arbaletes). Il primo passo è stato quello di creare 2 fogli excel, il primo per i calcoli statici di flessione e dinamici (moooolto approssimati), il secondo per la bilanciatura dell'assetto. Questo, come anche gli altri che ho realizzato, è stato lavorato per lo più a mano, con ogni tanto qualche gentile concessione dei macchinari di un amico falegname. Perciò sono presenti un po' di imperfezioni,ma si sà è il bello dell'artigianalità! CARATTERISTICHE DOUBLE 105 Essenza: iroko Struttura: 4 listelli da 12 mm di spessore Finitura: 4 mani resina epossidica, 4 mani vernice poliuretanica. Sezione: ad osso di seppia, 50x32 mm Lunghezza fuori tutto: 160 cm Impugnatura: inclinazione a 35° Scatto: autocostruito in acciaio Aisi 316, in posizione tradizionale. Sganciasagola: meccanico del tipo girella (dapiran) Mulinello: omer riciclato, da un mio altro fucile. E' stata tolta la carena. 40 m di kevlar Asta: devoto 6.5 per 140 cm doppia aletta. Elastici: omer 16mm (gli unici che trovo dalle mie parti) con fattore d'allungamento 3.6; la risultante delle forze ha un punto di applicazione con eccentricità di 8mm rispetto all'asse del fusto. Per completare il bilanciamento ho dovuto applicare 2 pezzi da 40 g e uno da 30 in tre punti sul fusto PROPOSITI DELLA REALIZZAZIONE L'idea era quella di realizzare un fucile per aspetto puro; dunque buona potenza, buona massa, buona stabilità e brandeggio laterale, accettando di sacrificare un po' il brandeggio verticale e la maneggevolezza. PROVA IN ACQUA Bhe com'è noto, il primo amore non si scorda mai! Naturalmente, alla prima prova non funzionava. Scatto troppo duro, alcuni errori con il passaggio di sagola, ecc... Messi a posto i difetti di gioventù ho cominciato sul serio ad apprezzare le doti del legno! Grandissimi stabiltà, morbidezza del tiro, insomma un'altro pianeta rispetto a tutti gli altri provati. Ci ho preso tutti i miei pesci più belli della mia breve carriera di pescasubbo dilettante (2 anni circa). Il difetto principale è la scarsa maneggevolezza, che può anche stancare un po' il braccio per lunghi utilizzi.

 

 

 

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