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Relic - 101
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Arbalete Aspetto 101 I perchè Questo che sto per presentare è il secondo fucile che realizzo. Il primo, di cui probabilmente tratterò in un altro articolo, è un arbalete monoelastico in lamellare di Iroko dall'aspetto massiccio, lungo circa 83 cm e destinato prevalentemente all'agguato: pur avendo un tiro teso fino a 4 metri dalla testata, non va molto bene nei tiri lunghi. Dalle mie osservazioni, condotte questa estate in decine di uscite in mare, è emersa l'evidente inadeguatezza di un fucile di lunghezza media in condizioni di acqua pulita (o con poca sospensione) e pesce nervoso o smaliziato. Pescando all'aspetto, sistematicamente i saraghi, le orate e persino i cefalosauri che credevo di avere a portata di tiro risultavano sempre qualche centimetro oltre la gittata utile dell'asta da 6,5 mm. Per contro, i pesci più curiosi o ingenui che decidevano di osservarmi da vicino venivano catturati con facilità. C'era abbastanza su cui riflettere, perciò decisi di mettere in cantiere un legnetto che smorzasse gli entusiasmi dei saraghi beffardi che mi facevano marameo. Inizialmente puntai su un design massiccio, sullo stile Jedi di Dapiran, ma alcune considerazioni emerse nel forum di BluWorld mi fecero propendere per una linea più filante e maneggevole. Inoltre volevo sperimentare l'efficacia degli elastici in linea con l'asta: sappiamo che negli arbalete con elastico circolare la forza propulsiva che agisce orizzontalmente sull'asta ha anche una componente verticale che ne provoca lo schiacciamento sul guida-asta, con conseguente dispersione di energia per attrito. Nei fucili muniti di testata e coppie di elastici la forza propulsiva risulta in linea con l'asta (trascuriamo qui l'effetto di sollevamento che le ogive metalliche producono agendo obliquamente sulle tacche dell'asta), inoltre non avendo questi il guida-asta integrale si evita una ulteriore dispersione di energia a tutto vantaggio della gittata. L'arbalete senza testata ha però un vantaggio: avendo l'elastico vincolato sulla linea baricentrica dell'affusto è meno soggetto al momento flettente rispetto ai modelli con testata. Iniziai disegnando una testata minima per un elastico circolare vincolato in modo classico, con foro trasversale sul fusto appena sotto il piano di scorrimento dell'asta, e due rilievi smussati per portare i due lati dell'elastico al livello dell'asta: sotto trazione, l'elastico si dispone in modo che la linea passante per il suo centro si trova alla stessa altezza della linea passante per il centro dell'asta. Non ancora convinto della validità di questa scelta (mi trovavo ancora nella fase teorica) decisi di realizzare il guida-asta integrale, così in caso di risultati insoddisfacenti avrei potuto trasformarlo in un arbalegno canonico con elastico non in linea. L'essenza da utilizzare sarebbe stata sicuramente il mogano, ottimo sotto il profilo meccanico ed estetico. L'impugnatura doveva essere generosa, per conferire più massa ad un insieme forse esile: lo stile dell'impugnatura Jedi di Dapiran è simile a quella da me elaborata per il primo fucile, ma di più semplice realizzazione. Per il congegno di scatto la scelta era obbligata, avendo ancora per casa un meccanismo Viper inutilizzato. Asta da 6 mm lunga 130 cm con aletta rovesciata, prelevata da un altro fucile inutilizzato. Elastico Omer MaxPower da 18mm, non esattamente un grande elastico ma adatto per eseguire le prime verifiche meccaniche. I come per la realizzazione sono stati impiegati questi mezzi: - radiale per i tagli grossolani e gli scassi per alloggiare meccanismo di sgancio e dente del manico; - fresatrice (montata su banco autocostruito) per la guida dell'asta e la corsa dell'elastico ed alcuni arrotondamenti di massima; - trapano a colonna per le varie forature di alloggiamento elastico, spine, viti; - scalpelli per modellare le guide dell'elastico; - raspa, carta vetrata 80-120-280, spugnette abrasive 80-100 e tanto olio di gomito per la sagomatura di fusto ed impugnatura. Scelta del legno In un Brico ho trovato una tavola 210x20x2 cm di Mogano non meglio specificato, piallata e con una discreta prevalenza di venature rettilinee. Da qui ho ricavato due listelli 4x2x130, accoppiati in modo da compensare eventuali deformazioni conseguenti al taglio. Ho ricavato altri due elementi 12x12x2 con i quali realizzare l'impugnatura, quindi ho pesato tutti i pezzi. Questo servirà successivamente per calcolare la spinta di galleggiamento dell'arbalete, e gli eventuali pesi di zavorra, grazie al foglio di calcolo Excel approntato da Giorgio Bettin. Prima di procedere all'incollaggio ho ricavato sulla faccia interna dei listelli la sede per il meccanismo di sgancio e la mortasa per incastrare l'impugnatura, utilizzando una s..a radiale a mò di fresatrice. Quindi ho praticato due fori da 6mm per le spine di accoppiamento, uno in corrispondenza del foro per l'elastico e l'altro nella zona posteriore sopra la mano. Verranno eliminati nelle lavorazioni successive. Incollaggio e sagomatura Graffio le superfici affacciate dei listelli con una raspa, quindi vado con la resina e la morsettatura tra due profilati in ferro. Il legno assorbirà più resina del previsto, evidenziando ad asciugatura ultimata un lieve discostamento sulla linea di giunzione, forse a causa anche di un serraggio insufficiente dei morsetti. Amen. La resina 2000 Veneziani completa la reticolazione in 7 giorni, è parecchio tempo comunque paziento prima di iniziare la sagomatura del fusto. Nel frattempo assemblo i due listelli che formeranno l'impugnatura. L'adozione del meccanismo Viper mi ha costretto a realizzare un affusto su due livelli, ossia il piano di scorrimento dell'asta ed il piano di fissaggio del castello del meccanismo, su cui giace anche l'appoggio sternale. Con la radiale asporto una fetta da 6 mm, questa mi tornerà utile più tardi Con la fresatrice ed un utensile a profilo convesso realizzo gli incavi sotto la corsa dell'elastico, lasciando una zona di rispetto in prossimità della testata sulla quale interverrò manualmente. Lo stesso utensile risulta troppo grande per fare anche la guida dell'asta, non voglio aspettare a comprarne uno più adatto così faccio un solco a V, da aggiustare successivamente a mano (!). Realizzo il foro per l'elastico circolare con una mecchia da 18mm, e già mi sembra di avere poco margine di errore: lo spessore del legno è esiguo, 27 mm! Con lo scalpello da 8 mm ed un tocco di legno a mò di mazza intaglio i due sbalzi che portano l'elastico al livello dell'asta. Mi chiedo come funzionerà, ma non sento risposta Le raspe rotative montate sul flessibile non aiutano molto, c'è il rischio di sbagliare e rovinare il lavoro fatto finora, per cui continuo con carta vetrata e pazienza. Passo alla sede dell'asta, levigando la scanalatura a V con un'asta da 8 mm avvolta nella carta vetrata 80-120-180. Con la fresa a profilo concavo smusso gli spigoli dell'affusto, poi blocco il lamellare sul tavolo con un morsetto e vado di raspa: operazione piuttosto lunga, che produrrà il profilo rastremato dell'affusto, su tutti e 4 i lati. Dopo alcune ore di levigatura con grana 60-80-120 la sagomatura è quasi ultimata: verifico il piano dell'asta e l'allineamento con il meccanismo Viper, quindi passo alla rifinitura della testata. Questa risulta troppo corta, allora decido di aggiungere 1 cm incollando una fettina di mogano sulla punta. Non è un arbalete qualunque, è il Frankenstein degli arbalete! Vabbè, dopo l'arrotondamento la prua di questa arbapetroliera in mogano va meglio, quindi mi dedico alla poppa: incollo due rettangoli di legno nella zona dell'appoggio sternale, portandone la larghezza a 60 mm. Dopo 24 ore di asciugatura (parziale, mica voglio aspettare altri 7 giorni!) passo alla smussatura, va già meglio. A questo punto provo l'inserimento dell'impugnatura, che avevo preparato giorni addietro a suon di raspa, carta vetrata di varie granature e olio di gomito (circa 3 ore di lavoro): il fucile ha già una forma definita, però qualcosa non mi convince e decido di riesaminare le varie "aree". Inserisco un elastico e provo a tenderlo, ovviamente non a fondo, e mi sembra che non vi siano imbarcamenti. Però sotto l'azione di un elastico "tirato", l'affusto potrebbe flettere e questo non mi piace. Che fare? Dovrei fare come Persiko, avvolgere il fusto con uno strato protettivo di carbonio che conferisca rigidità all'affusto, ma non ho disponibilità di nastro nelle vicinanze quindi trovo una soluzione alternativa: stratifico altro legno! Recupero una fetta di mogano, ne ricavo due strisce da applicare sulla faccia inferiore dell'affusto, quindi resino colmando i vuoti con una mistura di resina e polvere di legno. Dopo l'asciugatura levigo il tutto conferendo un profilo rastremato. Va meglio di prima. A questo punto incollo l'impugnatura e l'anello di fissaggio della sagola, ricavato da un morsetto serracavo inox per nautica. Dopo 24 ore incollo il dentino passafilo sulla testata ed il tassello in ottone che funge da ancoraggio per la vite di bloccaggio dello scatto Viper. Altre 24 ore, ed è la volta della base di appoggio del meccanismo di sgancio: un rettangolo di legno 30x20x9 mm. Inserisco il meccanismo Viper nell'alloggiamento e realizzo il foro da 4,5 mm per la spina di fissaggio del meccanismo di sgancio, attraverso legno e plastica. Mentre la resina asciuga ricavo la spina da un tondino inox da 4mm: per arrotondarne le estremità la serro nel mandrino del trapano a colonna usandolo a mò di tornio, aiutandomi con lima dolce, pietra per affilare e carta vetrata fine. Quindi da una lamiera inox spessa 1,5 mm ritaglio una striscia di 14x1,5 cm da utilizzare come guardia per il grilletto. A causa dello sganciasagola non c'è molto spazio per la vite di ancoraggio, mi devo arrangiare come posso Prima della resinatura finale di protezione devo fissare l'occhiello per il sagolone, costituito da un accessorio inox per nautica bloccato con due viti sotto l'impugnatura. A questo punto, dopo alcuni giorni di asciugatura, è il momento di verificare la correttezza del progetto: la testata non sembra sufficientemente larga per convogliare l'elastico nel modo desiderato, farò una prova in mare poi deciderò se attuare modifiche. Prova in mare Devo dire che l'esito è stato confortante, meglio di quanto pensassi: l'elastico, messo in tensione, si dispone secondo l'idea iniziale cioè in linea con l'asta. NOTA: La parte terminale con legatura in dyneema risulta un pò eccessiva e provoca un leggero sollevamento dell'ogiva vicino alla tacca di aggancio(1-2 mm); è sufficiente a provocarne lo sgancio improvviso con un'asta Devoto nuova di zecca, utilizzata nella seconda giornata di prove. Il fusto, nonostante la massa poco importante, appena 850 gr di legno, risulta positivo e quindi necessita di zavorra. il battesimo in acqua, con il prototipo ancora zeppo di provvisorietà, è a dir poco sbalorditivo: 4 tiri, 4 centri! non credo ai miei occhi. faccio i primi tiri nella convinzione di non andare a segno, ed invece insagolo 2 saraghetti; faccio un aspetto tra le alghe, ed ecco che madama orata decide di avvicinarsi concedendomi l'occasione di un tiro emozionante: è un esemplare di circa 1 kg, presa ad 1/3 dal muso e a circa 2/5 dal dorso, l'asta da 6 la attraversa solo per 50 cm. il pesce ferito ha una reazione violentissima e disperata che ha come effetto la lacerazione di una parte consistente del corpo e la conseguente fuga a velocità warp rimango a guardare la scena senza riuscire a fare niente. galleggio allibito guardando nella direzione di fuga dell'orata per qualche minuto, augurandomi che la ferita non sia troppo grave e possa sopravvivere. ricarico, pensando ancora alla scena precedente, e vedo un piccolo branco di aguglie. "seeeee, figuriamoci se riesco a prenderne una" tiro -> centro -> colpita un pò bassa -> reazione violenta -> pesce strappato -> fuga precipitosa ok, ho visto che il legnetto funge, quindi dichiaro conclusa la sessione di prove, soddisfatto per la realizzazione del fucile, un pò meno per il ferimento di un bel pesce. Specifiche - dimensioni (da prua a poppa, larghezza x altezza, in mm): testata: 40 x 27 affusto: 33 x 26 (attacco testata), 37 x 30 (metà affusto), 40 x 32 (corrispondenza seconda tacca), 40 x 30 (meccanismo di sgancio), 39 x 19 (area sopra il polso), 60 x 29 (appoggio sternale); peso: legno 850 gr, accessori 380 gr; - elastico circolare Omer MaxPower da 18mm con fattore 2,9 (per ora) e ogiva in Dynema ; - asta 6 x 130 in acciaio armonico con monofilo 140 (2 passate)
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