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MARCO MALAGNINO

  

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sono di Torino, e ho impegnato i miei week end dei mesi invernali per realizzare un arbalete 90 cm in teak. L' incipit dell'avventura è una brutta frattura dell'osso nasale che mi sono procurato in piscina durante il corso di apnea, che mi ha costretto a un mese di "fermo pesca"... Il detto del saggio "far di necessità virtù", mi ha fatto dedicare inizialmente alla visione dei filmati subacquei di Giorgio Dapiran, Gianluca Musso (alias MPS) e il forum di pescasubapnea, fino all'approdo sul sito arbalegno.com. Essendo uno a cui piace lavorare il legno in tutte le forme (costruisco chitarre, lampade....), ho deciso che avrei intrapreso "la via dell'arbalegno". CAPITOLO 1: PROCURARSI IL NECESSARIO 1) Trovare il legno. Il teak era il legno che più mi ispirava, il leggendario legno marino... ma mai impresa fu più difficoltosa di trovarne un fornitore. Sicchè dopo le telefonate a TUTTI i falegnami e ai magazzini legnami del torinese, ho puntato su Savona e sui cantieri navali, e a Vado ho trovato una piccola falegnameria alla quale ho commissionato i listelli. 2) Trovare la resina epossidica. Stessa solfa... NESSUN colorificio o ferramenta di Torino aveva quella magica sostanza. Dovetti procurarmela (grazie ai consigli del forum http://pescasubapnea.forumfree.net/) da una ditta che sichiama Spray. Lì ho acquistato anche viti parker di inox, moschettoni inox, dynema da 3mm. 3) A caccia di utensili da lavoro. Primo step: ho costruito un banco fresa (banco di metallo con una guida e un buco da cui spunta la fresa) al quale ho fissato una di quelle fresatrici manuali da 32000 giri, per realizzare i profili e il guidaasta con una certa precisione. Secondo step: ho acquistato una piccola (ma indispensabile) levigatrice a nastro per rifinire il fusto. Terzo step: appoggiarmi a un amico falegname, ma solo per realizzare i fori per gli elastici grazie a un bel trapano a colonna. Quarto step: il dremel per le rifiniture, un buon trapano e una punta a raspa, carta vetro in quantita industriale e una buona morsa già ce li avevo. Quinto step: esercitarsi per imparare a utilizzare a mano libera la fresatrice priva di dispositivo di appoggio orizzontale per sgrossare il profilo (prima quadrato) del fusto, senza impazzire ad usare la raspa come unico mezzo per portar via materiale... 4) Trovare scatola di scatto, bullonerie e viti in inox, elastici ed ogive. Bullonerie (e acciaio aisi 316 per le aste) acquistate alla PF inox di Orbassano, il resto da Bari sub, il negozio di subacquea più fornito e competente di Torino... 5) Trovare un'officina meccanica che mi temprasse le aste e mi realizzasse i fori per sagole e aletta...Facile: ci lavora mia madre... CAPITOLO 2: INIZIA L'AVVENTURA 1) L'occorrente per il mio cannone consiste in: 2 listelli in teak 110x5x 1,5 cm, 2 listelli in teak 100 x 5x1 cm, un pezzo di mogano per l'impugnatura. 2) Incollo i listelli succitati in un panino 110x1,5x5 - 100x1x5 - 100x1x5 - 110x1x5 cm. (foto "classico13.jpg") 3) Levigo con la levigatrice a nastro la superficie del fusto per farla risultare perfettamente piana. 3) Sagomo l'impugnatura con raspa e cartavetro grana grossa. 4) realizzo con il banco fresa il guidaasta (IMPORTANTE, eseguire questa operazione PRIMA di incollare i due tassellini laterali della testata che costituirebbero un ostacolo a lavorare contro la guida). 5) realizzo i fori per gli elastici da 20 mm. 6) sagomo il fusto ad osso di seppia con l'ausilio della fresatrice usata a mano libera (ATTENZIONE, esercitatevi prima su pezzi di legno di scarto, perchè se vi parte la fresa mentre ce l'avete in mano fate dei danni incredibili al legno e a voi: quel motore gira a 32000 giri/minuto!). 7) faccio le scanalature per gli elastici con la fresatrice, rifinisco con la punta a raspa montata sul trapano e finisco con carta di tre diverse grane. 8) incollo i tasselli ai lati della testata e sagomo la testata. 9) incolo l'impugnatura 10) realizzo l'incavo per la scatola di scatto (quella dello sporasub ASPIC) e faccio mille aggiustamenti necessari per alloggiarla in linea con il guidaasta. 11) lo stucco fatto con polvere di legno e colla epossidica è fenomenale per aiutarsi dove proprio gli utensili non hanno pietà... 12) provare e riprovare l'allineamento tra l'asta e la scatola e consumare un po' da sotto il fusto in corrispondenza dello sganciasagola e del grilletto, affinchè quest'ultimo esca a sufficienza da poter essere premuto agevolmente. 13) incollo un tassello di legno chiaro per fini estetici dietro l'impugnatura per assemblare quei famosi 10 cm in più dei due listelli più lunghi esterni e costituire un buon punto d'appoggio per caricare il fucile(foto "prova15.jpg") 14) rifinisco l'intera sagoma con tre grane di cartavetro con levigatrice orbitale (60-100-120) e finisco con 160 a mano e spugnette abrasive. 15) raccordo i fori per gli elastici 16) scrivo "MARCO", è la stessa scritta che faccio sulle mie chitarre con il dremel e riempio la scritta con un po di resina epox impastata con polvere di ottone che produce un effetto luccicante. 17) vernicio con resina epossidica (4 mani). 18) imbullono la scatola di scatto con due bulloncini 50mmx diametro 4mm realizzandole un foro aggiuntivo con l'attenzione a non compromettere il movimento dello sgancia sagola. 19) installo l'elastico da 20mm (la lunghezza è di circa 68 cm, considerando il fatto che deve fare il giro sotto la testata la lunghezza utile è di circa 60 cm) 20) lego l'ogiva omer con le due sfere (foto "ogiva.jpg") attraverso un nodo parlato con cordino dynema di 3mm. 21) realizzare le aste sagomando l'aggancio, le tacche (più lievi possibile per non compromettere la resistenza), le punte e montando le alette. 22) temprare le aste a 1200 gradi per far diventare l'acciaio aisi 316 acciaio armonico. (richiede lentissimo raffreddamento) 23) fissare due vitine alla testata per far passare la sagola, poi limare il filetto dalla parte sporgente e tranciare la testa. Avrete cosi due chiodini irremovibili. 26) creare la protezione per il grilletto sacrificando una forchetta di inox 18/10 (che per la verità si è mezzo arrugginita alla prima uscita... devo trovare dell'inox aisi316 che è impareggiabile contro la corrosione marina) 27) fissare la sagola e SPARARE! Nonostante la prima uscita sia stata deludente a causa di un mare mosso, e di pesce ancora verso fondali inaccessibili, il cannone spara a 6 metri (tendendo, cioè le 3 passate di sagola monofilo), con un tiro utile di circa 3 metri. Il fusto è ora alto circa 4cm in centro, 3 verso l'impugnatura e largo 4, 5. Il brandeggio laterale è buono, ancora devo piombare leggermente il fusto veso la testa (perchè la maggior quantità di legno tende a farlo galleggiare troppo). All'aspetto in 10-15 metri d'acqua è insuperabile perchè è ad assetto leggermente positivo e non si fatica a tenerlo su. Tira dritto senza oscillazioni dell'asta all'uscita nè vibrazioni nel brandeggio nè rumori allo scatto. Con l'asta da 6,5mm è un po' troppo positivo. COn l'asta da 8mm è giusto. Ragazzi, che emozione. Ho costruito un cannone e spero che presto lo battezzerò, rendendovi, naturalmente, partecipi. Lui si chiama Marco 90cm... Grazie delle dritte e delle storie del vostro sito, spero che la mia servirà a qualche altro svitato per coronare un piccolo sogno...

 

 

 

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