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Consiglio di non utilizzare
questa sequenza di foto come una ricetta completa ed immodificabile per
costruire lo sgancio ideale, piuttosto acquisite criticamente la mia
esperienza costruttiva, integratela con la vostra e salite un gradino sopra
quello che io ho realizzato oggi.
BUON LAVORO
La differenza più evidente con
uno sgancio comunemente diffuso è l’inversione dei due pezzi fondamentali.
Questo permette di arretrare di circa 6-7 cm l’aggancio dell’asta con
conseguenti pro e contro:
Il fucile, a
parità di estensione degli elastici, è lungo 7 cm in meno, cosa che fa quasi
la differenza tra una misura standard e la sua successiva (es.: 96-106). Se
poi si fa uso di un’asta con le tacche particolarmente arretrate, si esalta
questa caratteristica potendo arrivare fino a 10 cm in meno .
Guarda l' animazione
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Riporto il disegno di uno
sgancio di tipo tradizionale, da me precedentemente realizzato, per mostrare
la differenza. Questo comporta migliore brandeggio in tutte le direzioni e,
in fase di caricamento dei modelli più lunghi, si afferreranno più
agevolmente gli elastici, altrimenti troppo lontani.
L’arretramento
della seconda tacca potrebbe portare a qualche difficoltà nel tirare gli
elastici fino a fine corsa. Per questo motivo consiglio tale meccanismo
preferibilmente in caso di gomme non troppo sottodimensionate, come quando
si monta il doppio elastico dove è superfluo usare elastici “cortissimi”.
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Ho
preferito il metodo di fissaggio al fusto con doppio perno passante. Anche
se di più difficile realizzazione, usando gli stessi perni anche come fermo
di fine corsa dei pezzi, può risultare conveniente. Il progetto, però, si
adatta facilmente anche agli altri metodi di fissaggio ugualmente validi.
(tanto è la precisione dell’incastro legno-acciaio a tenere fermo il tutto)
Il
metodo di lavoro che ritengo migliore è quello di progettare completamente
con carta, squadre e matita o con un cad, risolvere tutti i problemi e
definire completamente i dimensionamenti, produrre una serie di disegni e,
solo poi, passare alla realizzazione. In questo modo si evitano continui
aggiustamenti e cambi di progetto in corso di esecuzione, non si rischia di
lavorare inutilmente a pezzi che solo alla fine dimostreranno la loro
inadeguatezza e tutto quello che è stato realizzato indipendentemente dal
resto combacerà perfettamente col tutto. Io ho montato l’insieme, per prova,
solo alla fine con i pezzi completamente formati per l’ultima inevitabile
messa a punto.
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Per la scatola, il lamierino
da 16/10 di mm è più che sufficiente e decisamente più agevole da piegare
del 20/10, mentre un pezzo di barra da 100/10 (1 cm) va bene per i pezzi.
Non scenderei al di sotto di un centimetro per avere più spazio ai lati
dell’asta e non costringere troppo il nylon della sagola. Per i perni, sono
adeguati bulloni inox da 4 mm con eccezione del dente, per il quale ne ho
usato uno da 5 mm.
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Va
tracciata sulla lamiera la sagoma dello sviluppo della scatola dei
meccanismi: un rettangolo. Consiglio di eseguire quasi tutti i tagli con un
seghetto a mano per metalli. Anche se nelle foto si vedono spesso un
seghetto alternativo e una smerigliatrice angolare, ho usato il primo
limitatamente a qualche taglio nel lamierino e ho evitato il secondo. Il
seghetto alternativo non da grandi vantaggi nel taglio della lamiera sottile
(non si va molto più veloci), mentre la smerigliatrice è estremamente
imprecisa rispetto alla sega a mano. Al termine è possibile regolarizzare i
bordi con una smerigliatrice a nastro da banco |
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Procurarsi un pezzo di lamiera
di scarto di acciaio ordinario da un centimetro, arrotondarne leggermente
due bordi contigui con una smerigliatrice a nastro. Inserirla con la lamiera
inox in morsa come in fig. Controllare accuratamente l’ortogonalità della
lamiera rispetto alla morsa mediante una squadra.
Foto7
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Con la protezione di un pezzo
di lamiera di scarto eseguire la prima piega battendo con un martello.
L’elemento di protezione è fondamentale per non trovarsi, alla fine, con una
superficie piena di bozzi. La protezione non deve essere costituita con una
lamiera troppo spessa (l’ideale è 3mm). Diversamente la sua massa
assorbirebbe tutta l’energia dei colpi, impedendo la piegatura.
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Questo è il risultato.
Eseguire analogamente la seconda piega fino ad avvolgere il pezzo forma.
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Realizzare i pezzi di
irrigidimento presenti in progetto in modo che s’incastrino perfettamente
nelle sedi e bloccarli con saldatura ad arco con elettrodo per acciaio inox.
Questa operazione non è strettamente necessaria, essendo la lamiera piegata
ad U già sufficientemente rigida. Io ho usato uno dei due completamenti come
ulteriore fermo corsa per il dente di aggancio e un secondo come appiglio
per una delle due molle.
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Molare le eccedenze della
saldatura ed eseguire i fori nelle posizioni da progetto. Per posizionare
precisamente le forature consiglio di misurare con un calibro, segnare con
pennarello a punta fine, accennare il foro battendo con un bulino per
metalli e un martello. Un bulino economico si realizza con una vecchia punta
per metalli di acciaio superrapido rotta da 6 oppure 8. Se ne taglia il
gambo eliminando il resto, si sagoma una punta ad ogiva e si tempra in
maniera non molto forte per evitare fragilità controproducenti. In questa
fase ricordarsi di interporre all’interno della scatola un pezzo di lamiera
da 1 cm di spessore per non avere deformazioni indesiderate. In seguito
eseguire i fori assolutamente con l’ausilio di una supporto a colonna o un
trapano a colonna (pena: non poter inserire i perni in fori inevitabilmente
obliqui)
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Metodo di fissaggio dei perni
Il metodo che preferisco è il
seguente: eseguo il foro passante nella scatola con una punta da ½ mm-1/4 mm
più sottile del bullone. Poi, da un lato eseguo una filettatura con maschio
adeguato e dall’altro allargo il buco con una punta del diametro esatto del
bullone da inserire. Il perno lo realizzo tagliando un bullone di lunghezza
esattamente pari allo spessore della scatola ed eseguendo su una faccia una
scanalatura tipo vite a scomparsa. (per entrambe le ultime operazioni l’uso
di un disco da taglio montato su minitrapano è impagabile per precisione
ottenuta, diversamente si può usare la versatile sega a mano). In questo
modo il montaggio è estremamente facilitato e i perni si mantengono da soli
in sede prima dell’inserimento della scatola nell’arbalete.
Ovviamente per i due fori dei
perni usati per il fissaggio del meccanismo al fucile eseguo semplicemente
un foro passante.
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Ritagliare accuratamente un
disegno in scala 1:1 dei due pezzi e ricalcarne i contorni con un pennarello
riportandoli sulla barra. Un metodo alternativo, ma meno efficace, è quello
di usare un foglio di carta carbone. Rimarcare gli stessi contorni con una
punta di acciaio duro per evitare di perderli se l’inchiostro dovesse essere
diluito nell’olio da taglio. Una punta di acciaio tracciante può essere
agevolmente costruita a partire da una stecca di vecchio ombrellone (acciaio
con alto tenore di carbonio) tagliata in lunghezza di 15-20 cm, appuntita e
temprata in punta, in seguito leggermente rinvenuta per evitare che si
spezzi alla prima pressione.
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Ricordarsi di segnare in
questa fase anche la posizione dei fori con delle crocette.
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Tagliare
le sagome quanto più possibile vicino ai bordi. Io ho usato il solito
seghetto per metalli, periodicamente lubrificato con olio minerale leggero.
La mini smerigliatrice angolare, usata comunque con dischi sottili da 1mm o
meno, ha, tuttavia, l’inconveniente di eseguire un taglio troppo impreciso
perché tendere a scendere obliquo in profondità. Con il seghetto, invece, la
notevole estensione della lama consente di valutare quasi perfettamente
l’ortogonalità del taglio rispetto al piano della barra. Inoltre la maggiore
perdita di tempo sarà ampiamente compensata da una più alta precisione e
conseguente minore materiale da asportare nelle fasi successive. |
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Questi sono i pezzi sgrossati
dalla sega. Manca solo un ultimo taglio che rifinisca il grilletto.
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I pezzi vanno rifiniti con una
mola a grana grossa. Arrivare esattamente alle linee tracciate col
graffietto tranne che nell’estremità del grilletto che va a contatto col
dente. In questa zona lasciare un discreto margine di 2 o 3 mm. Verrà
eliminato con una procedura di precisione successivamente.
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Nei punti difficili da
raggiungere con la mola si usa una lima a taglio grosso. È possibile, se non
si dispone di una mola, eseguire tutto il lavoro con la lima ottenendo un
risultato molto accurato.
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Eseguire le forature, previa
bulinatura, sempre con un trapano guidato da colonna.
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La sezione del grilletto viene
rastremata nell’estremità inferiore per alleggerirla di materiale inutile e
per renderla più accogliente per il dito.
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Il grilletto va ulteriormente
sagomato nella parte concava con una lima tonda.
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Vanno realizzati gli scassi
per agganciare agevolmente le molle elicoidali. Io ho lavorato con una fresa
in hss, ma può essere usata, anche più proficuamente, una piccola mola da
trapano di diametro opportuno (6-8 mm)
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Aggiustaggi
A questo punto vanno fatte
delle prove montando il meccanismo completamente, anche con una molla
provvisoria, per rifinire l’estremità del grilletto. Si procederà limando
con un utensile a taglio fine e provando frequentemente. Quando l’asta
inserita con decisione armerà il grilletto con qualche difficoltà, rimanendo
incastrata, il meccanismo sarà quasi perfetto. Un ulteriore leggera limatina
avrà lo scopo di rendere il movimento di aggancio fluido. Si può ottenere
una tale accuratezza nell’incastro e conseguente sicurezza, che,
probabilmente, il grilletto funzionerà perfettamente con il modello di asta
di prova, ma non caricherà con altri. Sconsiglio di arrotondare i bordi in
contatto, lasciandoli invece vivi (sia quello del grilletto che quello del
dente), a meno solo della successiva lucidatura. Infatti questo è un
meccanismo di precisione, sicuro da partenze accidentali, ma anche sensibile
e necessita di una brevissima corsa delle leve per far partire l’asta (0,6
cm di spostamento al livello del dito). Di conseguenza la superficie di
contatto tra i due pezzi non può essere ulteriormente diminuita.
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Lo sganciasagola è sagomato da
un pezzo di lamiera da 20/10, mentre il suo supporto ha spessore 16/10. Per
la realizzazione del supporto, viste le piccole dimensioni del tutto,
conviene tagliare i pezzi molto abbondanti (fino al doppio) per piegare e
saldare più agevolmente. Solo a pezzo saldato è consigliabile tagliare tutto
a misura come suggerito nel disegno. Forare nel modo consueto tutti i pezzi
e sagomare una molla di torsione ottenuta rompendo un floppy disk. Queste,
infatti, sono generalmente inox e sono sufficientemente deboli, tali da non
intralciare il rilascio della sagola. Si può notare che lo sganciasagola è
assottigliato fino ad 1mm in corrispondenza del foro per alloggiare
agevolmente le due spire della molla di torsione.
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Lucidatura
dei pezzi. Un’accurata lucidatura completa dei pezzi non è solo una esigenza
estetica. I contatti perfettamente piani evitano attriti che renderebbero
più “pesante” l’azione del dito e consumerebbero gli accostamenti,
rendendoli presto imprecisi. Inoltre l’acciaio non è mai perfettamente inox,
costituendo sempre un compromesso tra caratteristiche meccaniche e
caratteristiche inossidabili. Una superficie perfettamente piana, lucidata a
specchio aiuta a prevenire fenomeni di macchie di ruggine superficiale da
cui nemmeno gli acciai inox sono esenti.. L’operazione di lucidatura si può
eseguire con l’aiuto molto valido di una smerigliatrice a nastro da banco,
va completata a mano con carta vetrata resistente all’acqua (per metalli o
per carrozzeria) usata inumidita di gradazione decrescente. Come ultima
operazione usare vigorosamente un panno cosparso di pasta abrasiva lucidante
per carrozzeria. Possono essere utile anche dei dischi di feltro per
trapano, cosparsi della stessa pasta. Lavare con acqua e sapone per
eliminare le tracce di abrasivo. |
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Questo è il risultato finale
montato all’esterno della scatola. L’estremità superiore del dente non si
distingue a causa di un riflesso di luce.
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Il
meccanismo montato sul mio arbalete doppio elastico 110. |
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