il progetto

Che anno che fu il 2005! Un magro individuo si affacciò al mondo dell' arbageppettismo coi suoi legni di listelli inframezzati da tessuto di carbonio.

L' ardire di pubblicarli sul Forum di BLUWORLD diede adito ad una lunga disquisizione sulla necessità o meno di questa tecnica realizzativa:   http://www.bluworld.com/forum/viewtopic.php?t=4627&start=0  che sfociò nella pubblicazione di una prova comparativa che trovate QUI (per gentile concessione di Bluworld) tra un fusto assemblato in maniera tradizionale ed uno misto; così ogniuno può farsi un' idea di come stanno i fatti.

Un appunto a questa prova continuo a farlo, ovvero il fatto che i due fusti presi in considerazione non avevano le fresature degli elastici che ritengo, avrebbero evidenziato in maniera più reale il vero comportamento delle strutture, ma tant'è...

La decisione di alternare listelli di legno marino a strisce di tessuto di carbonio da 200 gr/mq, nacque dall' esigenza di migliorare le scarse qualità del pessimo legno che riuscivo a trovare nelle grandi catene di distribuzione (Bricocenter, Leroy Marlin etc), listelli storti e mal conservati che di sicuro, con i calibri che volevo usare avrebbero fatto brutti scherzi una volta lavorati.

 

 

 

 

 

 

 

 

            

 

Era mia intenzione infatti, dopo un breve escursus di studio nel mondo degli arbalete in legno allora commercializzati, abbassare la sezione verticale fino a portarla sotto i 30 mm, ricavandone in tal modo, un notevole vantaggio in termini di manovrabilità.

Ma appunto lo scoglio primario era proprio il fatto che una sezione così sottile sarebbe andata incontro a sicura flessione. Ma non solo, ed il tempo mi ha dato ragione, quelle striscie di tessuto indeformabile avrebbero garantito una stabilità strutturale nel tempo evitando imbarcamenti ed avvitamenti dl fusto.

Io continuo ancora a sostenere questa tesi, oggi a distanza di qualche anno posso vantare il fatto che nessuno dei miei legni, anche maltrattati o malriposti ha subito l' ingiuria del tempo; mentre gli unici tre assemblati in maniera tradizionale con legni commerciali hanno subito imbarcamenti più o meno accentuati.

Un' ulteriore metodo realizzativo ideato e pensato da Mauro Pacchione detto Pakkio che ha chiamato WIS consiste nel costruire un' anima cilindrica vuota sempre in carbonio, all' interno del fusto, che rende ancora più rigido il sistema e del quale trovate QUI la descrizione

Sia chiaro che è una mia convinzione e che non c'è obbligo di seguire la mia strada, ma io non riesco piàù a fare a meno di quelle strisce nere tra i listelli che fanno tanto fico!!

Buon Lavoro