Si fa presto a chiamarla invenzione....per me resta una semplice idea, sufficientemente stravagante da far discutere più d' uno.
Fare qualcosa di diverso dal consueto e dall' ovvio senza sforare nell' assurdo è sempre stata una mia priorità nella costruzione.

Volevo un arbaléte dal fusto il più sottile possibile, qualcosa che permettesse un brandeggio velocissimo, immediato anche con legni dalla lunghezza consistente a contenimento degli spessori significa adottare tecniche costruttive alternative anche nella testata, che superino i limiti che impone un foro tradizionale.

La testata con uscita degli elastici verticale è frutto di una lampadina che si accende all' improvviso, mentre guardavo quel mucchio di lamellare legno-carbonio così sottile e cercavo un' alternativa al classico foro.

Due schizzi su un foglio di carta mentre lo sguardo rigirava quel fusto appena abbozzato ed ecco due fori che invece di attraversarlo in maniera tradizionale si arrampicano per la verticale

Un timido tentativo di percorrere una strada diversa che poi alla prova pratica che si è ripetuta nel tempo e che ha fatto qualche proselite e molto discutere nel web.

In pratica non ho fatto altro che tenere la testata leggermente più larga del solito rastremata col fusto, in modo da ospitare i due fori perpendicolari al piano orizzontale, di diametro leggermente più piccolo della misura dell' elastico che verrà montato, e che vengono raccordati nella parte inferiore del fusto.

la testata Audace          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I fori hanno un' interasse uguale a quello dei due perni dell' ogiva (rigorosamente in metallo); il fusto presenta una coppia di scanalature poco più profonde della metà dell' elastico teso, e si raccordano con i fori dove risale leggermente.


Questa architettura permette di mantenere gli elastici paralleli all' asta sui due piani (orzzontale e verticale) e distanti dal fusto; garantendo tutti quei vantaggi tipici della testata imboccolata relativamente alla potenza e precisione del tiro; ed la visuale di tiro libera, tipica del circolare.


Di norma Un fusto sottile subisce di problemi di assetto dovuti alla poca massa, in particolare una certa negatività in punta, con questo tipo di soluzione si ha quel più di legno in testa che ne aiuta la galleggiabilità.


Altra caratteristica è la sensibile dimiuzione del rinculo.
Ho ipotizzato che la reazione generata dagli elastici al momento del tiro (il rinculo....appunto) in un fusto con foro classico viene applicata su una superficie ridotta (la parte del foro verso l' impugnatura) e quindi concentrata sull' asse del fusto, con questo tipo di soluzione gli elastici, avendo un percorso più lungo e quindi una superficie di contatto e dissipazione dell' energia maggiore che abbraccia tutta la sezione. A questo contribuisce un effetto "ammortizzatore" e freno dovuto all' attrito maggiore dell' elastico nel riposizionarsi all' interno del suo percorso nella testata.


Una volta rilasciati gli elastici non finiscono la corsa con la sola compressione, ma si ribaltano in avanti, senza peraltro causare imparruccamenti col sagolino dell' asta.
La maggiore sezione in testata se rastremata in maniera adeguata e con adeguata alesatura dei fori non comporta peggioramento della manovrabiltà verticale.


Il fermaasta è costituito dal classico fermo ad L in tondino da 2 mm sul lato sx e dalla classica scanalatura sul lato opposto.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

             

E SE LO VOLESSI FARE CON DOPPIO ELASTICO?

Secondo me niente di meglio. Le doti sopracitate vengono esaltate dal fatto che gli elastici escono su due piani sfalsati. Il tutto forma un pacchetto perfettamente integrato nel fusto con elastici distaccati, oltrechè da quest' ultimo, anche tra di loro, pur restando comunque paralleli all' asta; il tutto con un ingombro in altezza di 30 mm elastici compresi.

                   

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

 

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