test & prove                  anno 2006

 

 

 

 

 

 

Piccolo test della plancetta Hookipa della Best Dive

 

 

 

 

L' estate si avvicina e con essa lunghe ore passate in acqua in condizioni di pesca spesso mutevoli, per questo ho deciso di dotarmi di una plancetta che fosse leggera, sufficientemente capiente,  che mi consentisse un valido appoggio per le traversate e che fosse gonfiabile in modo da trasportarla agevolmente per le vacanze con la famiglia.

 

 

Tra le tante ho optato per la Hookipa della Best Dive.

Oggetto molto interessante, a prima vista colpiscono i materiali con cui è costruita ed il livello delle finiture.

 

Primo approccio

 

Un po’ di misure in cm: lunghezza 80, larghezza 45, altezza 15 circa filo coperta, peso intorno agli 800 grammi.

 

Viene corredata di bandierina segnasub alta 49 cm  e quattro moschettoni in plastica, non viene fornita la sagola per il traino.

 

 

 

Il materiale della coperta è un tessuto ricoperto da PVC di colore rosso vivo, all' apparenza indistruttibile, le cuciture sembrano robuste, con diversi rinforzi in fettuccia.

A prua ed a poppa ci sono due grossi anelli legati ad una robusta fettuccia che corre lungo la coperta e la poppa garantendo una notevole resistenza agli strappi della sagola di traino.

 

    

 

Sulla coperta a prua, subito dopo l’ anello, c’è il foro per l' alloggiamento dell' asta portabandiera, ed in corrispondenza un secondo nella carena, ambedue anelati inox., servono a trattenere l’ asta portabandiera che viene inserita e che, con la pressione generata dalla camera interna quando viene gonfiata, resta compressa e ne viene impedita la fuoriuscita accidentale.

 

Al centro  ci sono due pratiche tasche piuttosto capienti realizzate in tessuto a rete con doppia chiusura in velcro.

 

     

 

A seguire c’è una tramatura di elastico nero con dei pratici tenditori, divisa in due sezioni molto comoda per inserire oggetti voluminosi e dalla forma non  regolare (ciabatte, macchina fotografica, spigolona etc.....). Sotto gli elastici c’è la cerniera che attraversa trasversalmente la coperta attraverso la quale  si accede alla camera d' aria.

 

Tra i due settori di elastico c'è uno sportellino in fettuccia di dacron pesante fissato con velcro, per accedere alla valvolina di gonfiaggio della camera.

 

Sulla coperta, posizionati alle estremità ed al centro ci sono ben nove anelli di aggancio.

    

 

La poppa ha la forma a coda di rondine che consente una comoda superfice d' appoggio per il busto.

 

Lateralmente alla prua c'è una coppia di maniglie alle quali aggrapparsi per i trasferimenti in superficie e comode anche per il trasporto a terra

 

    

 

In carena ci sono tre coppie di punti di fissaggio per i fucili composti anteriormnete da una fettuccia a sgancio rapido e posteriormente dal classico velcro di generose dimensioni che presenta anche una piccola appendice per aprire agevolmente con i guanti.

 

    

 

Intervallati agli attacchi per i fucili ci sono due coppie di inserti elastici per il fissaggio di eventuali aste di riserva.

 

La carena è realizzata con tessuto a rete nero, lo stesso delle tasche in coperta, molto robusto.

Questa scelta permette una immediata fuoriuscita dell' acqua evitando così fastidiosi ristagni.

 

Anche qui sono presenti nove anelli in plastica per agganciare.

 

A completamento ci sono quattro moschettoni in plastica con fettuccia in velcro molto comodi per attaccare al volo qualsiasi cosa.

 

 

All' interno la camera d'aria singola in pvc

 

Analisi funzionale:

 

Il sistema di fissaggio della bandierina richiede lo sgonfiaggio, perlomeno parziale della camera d' aria per poterla estrarre, a meno di non rischiare di rovinare o “pizzicare” la camera d’aria. Cosa questa che non trovo molto pratica per chi come me è abituato a trasportarla sempre gonfia. Oltretutto l' asta della bandierina è piuttosto corta e la bandierina piccola rispetto ad altri modelli.

 

In questo caso sono intervenuto apportando una piccola modifica inserendo un pezzo tubo in pvc da lasciare fisso, nel quale inserire a pressione un' asta più lunga (e più piccola di diametro) con bandierina più grande (omer).

 

 

 

La camera d' aria è singola, nel mio caso bucata per un difetto di fabbricazione, avrei preferito, anche per motivi di sicurezza la doppia camera, spero venga recepita questa esigenza.

 

 

 

     

 

 

Prova  a mollo

 

L' ho portata con me per un fine settimana.

 

Visto che non è fornita di seri,e ho tolto la sagola di traino  alla vecchia boa

 

Il sabato avevo dietro due fucili legati sotto. Il sistema delle fettucce è molto pratico, più del velcro: si infila il fucile nell' anello di fettuccia, si tira il lembo libero ed il fucile è bello e bloccato, senza possibilità di sganciarsi accidentalmente o di vedere il velcro fissarsi fantozzianamente alla fodera dei guanti.

Operazione inversa per toglierlo: la fettuccia si allenta agevolmente lo si può sfilare senza problemi. Le fettucce in velcro sono un classico che si trova su quasi tutti i modelli di boa, con l' aggiunta di una linguetta per facilitare le operazioni con mano guantata.

 

Nelle tasche superiori ho messo una borraccia da 75 cl e nell' altra un contenitore stagno per chiavi e cellulare, mentre  incastrate nella rete le ciabatte e la macchiana fotografica.

Avessi avuto il cane dietro ci avrei messo pure quello......

 

Trainare un carico del genere non è piacevole, tanto più che con le ondine e corrente contraria diventa decisamente faticoso. Non mi da l' impressione di grande scorrevolezza sull' acqua. Impressione che cambia completamente con corrente a favore. Ma è comodo avere un piano di appoggio del genere, specie nei momenti in cui occorre riprendere fiato.

 

In generale è comodo portarsi dietro tutto quello che può servire ma lo scotto è quello che ci si trasforma in animali da soma. Meglio rimanere leggeri a meno che non si voglia passare parecchie ore in acqua e non eccedere con i legni che comunque tenuti sotto offrono sempre una bella resistenza all' avanzamento.

 

Possono essere d’ aiuto i moschettoni con la fettuccia che permettono un comodo e sicuro ancoraggio dei fucili ai ganci sulla coperta.

 

Altra storia con corrente a favore, non ha la tendenza a scappar via, o a sentire troppo il vento.

 

Molto comoda la maglia ad elastico, decisamente pratica per operazioni "al volo" quali, ad esempio,  quella di prendere e rimettere a posto al macchiana fotografica.

 

Il giorno successivo sono di nuovo in acqua, stavolta con un solo fucile sotto e senza macchina fotografica.

Trovo sempre corrente contraria e più sostenuta del giorno prima e sempre sensazione di fatica nel trainare, ma al momento del rientro, visto che mi aspettano circa due km di pinneggiata controcorrente, decido di legare sotto anche il secondo fucile ed opto per il vero scopo della plancetta, proseguendo usandola come appoggio per pinenggiare in superficie; ed ecco che qualsiasi sensazione di pesantezza sparisce.

Una pinneggiata corta e ritmica permette discrete velocità per i trasferimenti.

Le due maniglie sono comode se si vuole tenere la testa fuori dall' acqua ed il busto più "sopra" la plancia ma troppo a prua se si vuole tenere la testa in acqua e scrutare il fondo.

Se ci si lascia a corrente e si sfruttano le onde, il body drag e divertimento è assicurato.

 

 

 

 

In conclusione

 

Buono: costruzione, finiture, materiali, ergonomia, capacità di carico

No buono:camera singola, sistema di fissaggio bandierina (anche troppo piccola e corta), sagola di traino non fornita di serie.

 

Problemi riscontrati: camera d' aria bucata (sostituita dal negoziante in tempo reale)

 

Dubbio: ma la carena realizzata in questo modo che capacità ha di proteggere la camera dagli oggetti appuntiti? (ricci, spini etc?)

 

Prezzo: 60€ circa tra sconti vari e minacce semiserie al negoziante .

 

 

                                                                             Fabrizio “Persiko” Scasciafratti