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Sabato 1 giorno- arrivo nel pomeriggio, il tempo di buttare tutto dentro al bungalow e via in spiaggia. Un centinao di metri di ciotoli con attorno pareti di roccia. prendo il 90 innov, attrezzatura leggera e via sulla destra.
I ciotoli scendono per una quindicina di metri fino a -5 poi si innalza una barriera di morzata con sulla sommità poseidonia neanche fossero le piume di struzzo delle dive anno sessanta, quindi una decina di metri di questa pianura e poi giù di colpo verso i -8 e poi sabbia.
A sx la parete finisce in mare in un rotolare di ciotoloni per una cinquantina di metri fino a -5 poi poseidonia fitta e grigiastra in una pianura che degrada verso i - 10.
C'è vita in acqua, tanta mangianza, fosse la volta buona, ma i nugoli di lattarini sono tranquilli, pochi saraghi di piccola taglia. provo ad aspettare....niente, provo qualche agguato...niente; solo minutaglia e saraghini.
Poi vedo delle macchie scure oltre i venti metri di distanza, sono dei massoni affioranti. prendo aria, mi immergo arriverò di soppiatto.
Mi muovo lento vedo delle ombre grosse è fatta! eccoli, non so bene cosa ma ci sono pinnoni che si muovono....salpe, salpe giganti, enormi rispetto a quelle nostrane.
Sono lontane eppure già mi hanno sentito e con loro ci sono dei padelloni.
Da queste parti, lo avevo scoperto anche l' anno scorso, i saraghi fanno comunella con le salpe, evidentemente il fiuto delle salpe per i predatori è maggiore di quello dei saraghi e questi si fidano del loro istinto e così se ne scappano felici.
Ritento un aspetto, un secondo un terzo....niente; proseguo l' esplorazione, altri massi riprovo più cautamente.
Faccio cucù da dietro uno spacco vedo un coso grosso e rotondo.
Torno indietro e mollo la boa, prendo aria, scendo e faccio il gattone, risalgo col legno puntato ...eccolo cactus!! è un ' orata e grossa siamo molto sopra il chilo, la punto, se ne accorge e sfila. Riprovo dalla parte opposta, maledette salpe, sempre loro mi fiutano e fuggono e con loro l' oratona. Ancora di nuovo dalla parte opposta, tra lo spacco eccola, è lei stimo il tiro attorno ai tre metri è fattibile ma non ho più fiato tiro...la freccia si porta via le due passate e qualcosa dal mulinello ..non era a tre metri, l' asta finisce la corsa con un piccolo strattone e l' orata era abbondantemente aldilà. Non so regolarmi con quest' acqua così pulita; faccio due conti: fusto, monofilo, asta=3,,20 + doppia passata altri 360 tot 6,80 metri e quella faceva il gesto dell' ombrello con le pinne.
Accidenti alla matematica.
Faccio un giro, altri padelloni, tanti, non ci sono le mezze misure o saraghini o i loro nonni....tutti lontani, lontanissimi. visibilità circa 25 mt e se la ridono.
Torno indietro, si fa sera e sono stanco; ripasso in mezzo a montagne di tranquilla mangianza...sarà per domani mattina.
domenica 2 giorno - il sole sta ancora tra le lenzuola, io no, neanche fosse il primo giorno di scuola mi ritrovo a mollo in quattro e quattr'otto col grambiulino di neoprene.
Mi ributto sui miei passi a sx, ancora col 90, l' acqua è un pochino più torbida di ieri, ma vedo sempre a dieci metri minimo, non gira nulla.
Arrivo sul punto di ieri sera: il deserto.....vado oltre verso una punta faccio capolino e niente qualche saraghino qualche salpona paracula.
Ad un certo punto un ombra da dietro un mucchi di sassi, tiro al volo d’ istinto: piccolo sarago hai finito di navigare; un tre etti circa che allieteranno il pasto della piccola Alice, ma troppo poco per le mie aspirazioni.
Il ritorno è senza storia. la sera ci riprovo, ma navigo nel deserto; e dopo un’ ora rinuncio.

lunedi 3 giorno - mi butto a dx , prima di trovare un fondale decente pedalo per un quarto d' ora di buona lena.
Arrivo e vedo il paradiso: un girovagare di padelloni grossi enormi lontanissimi.
Ho il doppio elastico, provo subito un tiro...impossibile siamo a kilometri dal bersaglio, prendo le distanze e le provo tutte, agguatoni, aspetti strappafiato: niente.
In lontananza vedo passeggiare pinne interessanti, ma la visibilità viaggia intorno agli oltre 20 metri.
Le salpe civetta rompono parecchio, e pure le meduse, quelle piccoline rosse dal lungo filamento urticante.
Faccio il giro di un isolotto.
Il fondale è bellissimo, ma troppo fondo per le mie orecchie, un po di contemplazione non guasta. Mi ci vorrebbe un compagnone avventurarmi laggiù, ma sono solo e non mi fido e rosicando vedo un girovagare di pinnuti interessanti; provo in sicurezza ma a -6 sento fastidio alle orecchie, rinuncio e torno su in mezzo ai sassoni.
Passano nuvole di aguglie e un barracuda lontano.
Mi aqquatto al limitare della poseidonia, arriva qualche sarago provo il tiro finalmente ma non ci prendo.
Sono abbastanza nervoso per quest' inizio deludente e quest' acqua troppo limpida, bella ma terribilmente inutile.
Torno indietro incazzato, il tempo di tirare un sarago contro una roccia d' imbracciata, ma stavolta ha vinto lui e se ne va allegramente, io vedo la mia freccia abbananata e torno a casa.
Mentre faccio il bagnetto familiare, in mezzo ai bagnanti vedo un' orata di un chilo nuotare tra le gambe dei presenti ed io in costume adamitico provo ad andarle dietro, la seguo ad un paio di metri, poi si volta, mi pone il fianco ed io con le dita a mò di pistola faccio bang, avessi avuto anche il 75 non avrei dovuto fare la spesa.....
E’ pomeriggio e ci riprovo, 90 sottobraccio mi faccio il solito giro.
L' acqua si è sporcata molto e trovo di nuovo tanta mangianza, ma niente, i pesci sembrano essersi dileguati, incrocio una cerniotta che quasi la tiro, poi i soliti crismi umanistici prendono il sopravvento, nuota ancora bella mia e riproduciti.....
Sono quasi arrivato, disarmo il fucile, lo metto sotto la boa ed imbraccio la macchina fotografica per fare qualche foto per il mio sito.
Un tizio da riva mi fa dei segni, pensa che sia armato, gli mostro quello che ho in mano ed il legno sottola boa mi fa un cenno di assenso, ci salutiamo e mi immergo al limitare della poseidonia, scendo fino in fondo per vedere quel mondo dal basso, cosa che trovo sempre affascinante.
All' improvviso la mangianza si agita, si muove in maniera vorticosa cacchio la bestia! giro la testa, mi afferro alle alghe per star fermo e mi sfilano un branco di ricciolette e zac le colpisco, immortalate in un file
Cerco le loro mamme e parenti stretti, niente.. tanta agitazione per quattro pescetti. sono stanco ed affranto.
Non so più che pesci prendere.
martedi 4 giorno - niente alba, con la famiglia muoviamo dall' altra parte dell’ isola dove siamo stati lo scorso anno, quel fondale mi piace.
Entro in acqua a mezzogiorno.
Ho solo spillo con me, il tempo è brutto ed il mare un po mosso, l’ acqua sembra torbida, e lo è invece sotto si apre tutto il mondo, quasi vedo la sardegna....peccato.
Provo qualche aspetto, passano due oratone, ma lontano.
E’ bello qui, la poseidonia sale in banchi dal fondo sabbioso, uno spettacolo che non posso immortalare sono privo di macchina.
Poi accade qualcosa, la manganza si agita, si muove vorticosa, mentre prendo aria mi guardo intorno ma non vedo nulla, mi immergo e provo l’ aspetto anche col fucilino: vedi mai….e vedo il movimento aumentare ed un' ombra grossa viaggiare a palla a non più di cinque metri, punto il piccolino per un momento di gloria....un cormorano, uno stramaledetto cormorano che ruba il mestiere ad una leccia o una ricciola, foss' anche una spigola. tutto quel fiato sprecato e qualche alice di meno...
Continuo sottoriva, i massi scompaiono nella poseidonia formando una parete piuttosto ripida piena di buchi. Non mi piace farlo ma sono affamato di squame, e mi metto a rovistare, vedo un ombra girarsi in un buco e di certo non è un tordo è una corvina…. presa, ma spillo è troppo potente per questo mestiere, l' asta la buca e rimbalza sulla roccia lei si intana per morire in un anfratto ed io guardo la punta dell' asta piegata.
Smoccolo un po, vado verso riva e con un sasso le do un' addrizzata.
Di certo ha perso il suo potere penetrante ma continuo.
I massi diventano grossi e spigolosi arroccati a caso uno sull' altro lasciando grossi buchi, mi ricordano la sardegna, ci provo.
Non vedo nulla se non un' orata piuttosto grossa, non mi ha visto nè sentito, le vado dietro e prima che parta le tiro, liscio, avevo caricato la prima tacca ed il tiro è risultato bassissimo.
Ricarico smoccolando, mi riapposto, eccola di nuovo da un' altra parte: avvicinati, avvicinati…..liscio di nuovo, anzi no centro perfettamente la roccia dietro.
Stavolta ho l' asta rotonda in punta.
Poco più avanti mi riapposto nella poseidonia perchè la rivedo e lei mi viene incontro, incredibile, vuole suicidarsi si avvicina ancora, ad un metro mi porge il fianco spillo è caricato alla 2 ha potenza da vendere,magari la sfondo: tiro e sbom l' asta dalla punta arrotondata ha l' effetto di un cazzotto, la prendo in pieno sul fianco, la sposto di una trentina di centimetri ma non la passo , intronata se ne va ed io la mando a quel paese.
Torno a riva non prima di aver recuperato un' altra asta persa sul fondo con la punta rovinata.
Però il posto è bello.
Il tempo brutto non mi permette di andare in macchiana prendere il 90.
Lascio perdere, fa freddo e
sono deluso. Cactus!!, l' avevo presa.....
mercoledi 5 giorno - notte tempestosa, l' uragano Cappetta ha colpito l' isola, malgrado le macumbe fatte con Alice a colpi di champagne.... immagino acqua torbida e fredda, ho sentito torrenti di acqua e tende finire nel mare.
Mi tuffo tardi, verso le 11; il 90 innovation e Mjolnir alla boa, rieccoti l' oratona ennesimo liscio e smoccolamento da regolamento, continuo già incazzato, l' acqua e bella trasparente con offuscamento ai 10 mt.....
Faccio solo aspetti ai saraghi, uno fa lo spendido e io lo impalo.
Continuo il solito percorso a sx cercando di sorprendere anche le salpe visto che rompono le palle e comunque confermo che i saragoni gli si si accodano per sfruttarne le capacità di allerta e ci riescono.
Il fatto è che poi non tornano all' aspetto ed io mi sfiato e loro fanno marameo.
Provo un paio di tiri col roller, ma non mi convince, grande potenza subito, è buono per il torbidone ma qui è inutile.
Trovo un pezzo di grotto ed una corvinetta fa capolino, provo il tiro, presa, ma male, non faccio in tempo a tirarla fuori che si strappa forse sopravviverà, era presa nella parte alta.
Il posto mi piace, ricorda il fondale laziale e ci si arriva attraversando una pianura sabbiosa che sembra una piscina, buono per fare il bagno e le prove di tiro, se il tempo mi assiste domani potrei fare bei filmatini.
Torno indietro senza storia.
Pomeriggio al calasole, verso le sei entro a mollo tra la curiosità di qualcuno.
Cinque minuti dopo la mangianza si apre, un gruppo di pescetti fuori ordinanza mi viene incontro non sono facce note, ho il cannone già pronto mi immergo e aspetto.
E’ il branco di ricciolette che avevo visto ieri cerco la più grandina, la seguo ...tiro facile, fosse sempre così....praticamente non la colpisco, l' asta passa da branchia a branchia senza ferirla, lei si agita come una matta, un tre etti per la cena di Alice, tiro su il monofilo cercando di capire dove l' ho presa.
La afferro e col coltello metto in pace la mia coscienza....e una….. ma ci sono dei bagnanti in giro...vado avanti, vedo lo scoglio giusto per un lungo appostamento mi immergo e sotto di me uno scorfano cicciotto...tiro facile ma non lo faccio.
Si, il brodo viene buono, al mercato lo paghi a peso d' oro... ma è così inerme che proprio non riesco... prendo la macchina fotografica e o immortalo più volte... è buono per il mio sito...vado oltre a cercar vana gloria, si è fatto tardi ed il sole va giù, ma chi lo dice che al calasole si prende meglio?
Io non vedo un tubo. provo l' ultimo agguato sottoriva, giro dietro al solito massone e sono a tu per tu con un bel sarago, i miei riflessi sono pronti per la cena, lui fa in tempo a girare pinne e squame, io mi areno sulla spiaggia di sassi.
Domani è un altro giorno.
giovedi 6 giorno - altro che un' altro giorno è peggio di ieri
Giorno totalmente grigio, provo un' uscita con la pioggia, trovo un bel punto a sx spostato verso il largo, un cappellone di roccia che sale dai -10 con alga e massi ammucchiati.
Non mi accorgo di un' orata da kg che mi scoda davanti e va via.
Provo gli aspetti ma che aspetto? c'è il deserto, vado al solito gruppetto di grotto e vedo una cerniotta mica male, decido di prenderla, questo mare deve avere la sua vittima, la punto, è defilata dietro ad una roccia, provo comunque il tiro, tanto se non la prendo rendo giustizia al perbenismo sottomarino.
Il tandem lancia la freccia, che si conficca inutilmente nella sabbia, poco male, intanto cambio per spillo visto che voglio passeggiare per buchi lampada in mano, il mio frigo è meno vuoto di questo fondale ed intanto si alza un venticello teso, piove laggiù nonno fa sentire la sua voce e talvolta il cielo si illumina, il mare si sta increspando e s'è fatto buio a mezzogiorno, meglio un veloce rientro cambio per tandem, non si sa mai, ma il km che mi separa dall'arrivo è lungo da venire, ad un terzo di tragitto il mare si ingrossa un po troppo per il mio stomaco, il vento è decisamente forte e piove a dirotto. Mi sento tranquillo, sono a favore di corrente, vicino alla riva ma non c'è pericolo, questo è un golfo chiuso e per quanto la natura si incazzi più di tanto non può far male, piuttosto mi preoccupo per la mia signora e figlia che saranno megapreoccupate, meglio accellerare, tandem sotto al pallone insieme a spillo inutili pezzi di legno iun una vacanza che doveva sugellare la fine della mia adolescenza subacquea e che invece diventa il mio tormento apneistico. viaggio a due pinne motrici sotto un acquazzone che mi entra nel boccaglio, almeno è acqua dolce. arrivo col fiatone, ho corso veloce, mollo tutto nel borsone e mi presento pronto per il pranzo ci sbraniamo la riccioletta di ieri!
pomeriggio di relax con libri, parole grociate e giornale dopo una settimana le notizie sono sempre uguali, le facce idem...meglio il temporale.
alle sei decido che si può
provare, i cannisti si accalcano sul molo magari c'è movimento. entro in
acqua e ritrovo il deserto della mattina, ma chi l' ha detto che con queste
condizioni c'è speranza di cattura positiva? mi fermo a metà percorso
annoiato, tanto che prendo dei pezzi di alga e li infilo tra gli elastici
per aumentare il mimetismo, in effetti non è male. torno indietro anche p'erchè
si stanno rispolverando gli eventi mattutini e non ho voglia di pedalare di
corsa. ho dietro la sola boa tonda e tandem ormai eretta arma obbligatoria
per queste parti. viaggio veloce ma senza affanno le pinne in vtr fanno bene
il loro mestiere. arrivo al sasso dell' orata per provare due agguati ma non
c'è nessuno ad aspettarmi è un pianto greco questo fondale peggio del mostro
in inverno. ne ho piene le tasche, inizia a piovere di nuovo raccolgo i
bagagli e mi infilo sotto la doccia calda. Domani vorrei fare l' alba, l'
ultima ma non so se vale ancora la pena.
Venerdi 7 giorno – Piove, meglio le lenzuola, almeno fino a dopo colazione, poi rompo gli indugi e mi vesto di plastica. Minaccia pioggia, ma fa nulla, agguato alla solita orata sottoriva, no, deve seere ancora a dormire pure lei, proseguo e chi ti incontro la vicino alla franata? Brutus, lo scorfano è sempre li davanti alla sua tana, mimetizzato ma non troppo, lo stuzzico con la punta dell’ asta, e lui non si muove, mi chiedo che gusto ci sia a colpire un animale così indifeso, ma si, o fatto schifo fino ad ora e non sarà un buon brodetto a risollevarmi il morale. Ciao Bruttone, magari ci vediamo al ritorno e ci ripenso. La seconda oratona è la, poco oltre il crinale subacqueo, la vedo tra la lattiggine di quest’ acqua non più cristallina come il primo giorno. Mi fermo e ragiono, Lei è la, la vedo, lei non mi ha sentito. Mollo il pedagno, e gattono sul fondo, risalgo il crinale vellutato, sono dietro la sua coda ma ancora troppo lontano gattono ancora e lei inizia ad allontanarsi, la seguo piano in silenzio, un accelerazione e va oltre un altro crinale. Respiro, mi calmo, e riprovo il copione e lei bruca il dosso di granito, mi avvicino, ma niente da fare.
Mollo l’ osso, ne ho abbastanza, vado verso il grotto, devo attraversare la distesa di sabbia e toh! Una soglioletta…due. Piccole, altrimenti la mugnaia avrebbe già da lavorare, mollo il cannone e armo il click, due tre foto, un filmino delle due che giocano, ne seguo una per vedere chi è più veloce…..
Basta giocare, è ora di andare a trovare i saraghi, ma i tuoni devono averli allontanati, il grotto è vuoto, dietro front a casa, il percorso è lungo e passo raso al bagnasciuga, acqua di un metro e tanta mangianza e cefaletti, chissà dove sono i parenti più grandi?, poi due torrette di pietra distanti un metro uno dall’ altro, curiose, non ci avevo fatto caso prima, ed infatti mi avvicino gattone, vedo una pinna, due , sono due saraghi cicciotti, non mi hanno sentito affamati come sono, faccio cucù tra i due pinnacoli, punto il cannone, forse troppo grosso per questo tipo di pesca ma non ho tempo di cambiare, sto per tirare eccone un terzo grosso davvero sembra una zebra, bello, mi emoziono, non speravo tanto ed è ad un passo, lo vedo già impadellato, miro, anzi no, traguardo, gli spazi non mi consentono altro, mi sfila davanti con pinnata marziale, ed io sparo col cannone, botta tremenda per queste quote si alza la melma, volano le foglie di poseidonia, il cuore in gola, il respiro si riferma di nuovo, l’ asta è vuota e tre saraghi sono spariti all’ orizzonte….dove ho sbagliato? Possibile che l’ abbia scampata? Mesto come non mai torno sulle mie pinneggiate.
Mollo gli accessori a riva mi spoglio nell’aria fredda , giusta punizione per una schiappa.
Il pomeriggio si presenta soleggiato ed un giusto addio a queste acque mi sembra giusto. Un paio d’ ore senza storia, i pesciolini hanno abbandonato la zona, c’è solo una murena
che sola come me si aggira affamata tra i sassi, Un paio di foto anche a lei, la indispettisco con la punta del fucile. Neanche la mangianza ha voglia di salutarmi, l’acqua è torbida, ed anche freddino. Al ritorno mollo tutto sulla spiaggia e mi faccio un paio di tuffi in apnea, e nuoto con le castagnole per contorno, un po di dinamica, qualche delfinetto, grande sensazione di libertà senza tutti quegli orpelli; ma si, ci sono anche altre sensazioni oltre il predone.
