CARBONTEAK 75

  

 

Arba esotico per tana ed agguato: monoscocca in lamellare di Teak e carbonio, si cambia il tipo di legno ma non la struttura con scanalature degli elastici dritta. Profilo ultrasottile Elastici da 18, meccanismo di scatto inox, mulinello alluminio la prova in acqua by Marco Palmieri Ciao a tutti, Volevo condividere con voi le impressioni che ho avuto nell’utilizzare un arbalegno, è stata la prima volta di un’arba in legno e del circolare.Chiacchierando di pesca con Fabrizio (alias Persiko), mi fa: “Ma perché non provi il mio Carbontek 75?” Non me lo sono fatto ripetere due volte e sono partito con il legnetto per il test in acque calabre. Come detto si tratta di un 75 e quindi adatto all’agguato e al torbido. Alla prima uscita le condizioni meteo marine ci sono tutte. Il caricamento è facilissimo anche in virtù dell’abbondante appoggio sternale di cui Persiko lo ha dotato. L’impugnatura anatomica si adatta benissimo alla mia mano, favorendo moltissimo il brandeggio, che è davvero eccellente, la linea di mira. molto particolare, ma eccezionale, con gli elastici che “incorniciano” l’asta per tutta la sua lunghezza. Lo trovo un pochino pesante in punta per i miei gusti, Persiko mi aveva avvertito….. Faccio un paio di tuffi, tanto per capire come il fucile reagisce ai miei comandi, poi …. Terza capovolta, piccolo percorso e mi appoggio sul mio solito sasso obliquo… faccio capoccella dallo sperone di roccia che mi protegge sulla mia dx e ti vedo i soliti saraghi che stazionano nei pressi della tana. Uno è particolarmente corpulento, lo stimo poco sotto il Kg, mi trovo a puntarlo con il fucile e non me ne sono nemmeno accorto, il tiro è al limite, la freccia parte e va proprio dove ho mirato, appena dietro l’opercolo….fulminato cade verso il fondo tremolando appena e mi accorgo che l’asta non è uscita dall’altra parte. Tiro chirurgico e tanta fortuna (bastavano pochi centimetri in più e sarebbe scappato). Continuo a pescare ed altri due saraghi, più piccoli, vanno nel cavetto. Stessa precisione. Poi due padelle clamorose, un sarago ed un cefalone, tutti e due colpiti bassissimi e strappati….mi chiedo come mai sia successo.Quando esco ho il braccio stranamente “stanco” Alla seconda uscita le condizioni eccellenti, visibilità almeno di 15-18 metri, ma non vanno bene per il “fuciletto” che voglio provare, ma Persiko mi ha chiesto il favore e allora….. Dopo 10 minuti mi trovo al cospetto di un bel sarago, che cade di nuovo fulminato con precisione chirurgica. Poi più niente per almeno 40 minuti. Finalmente trovo un bel branchetto di saraghi che staziona tranquillamente sul fondo. Scendo, mi nascondo, aspetto e…..zac fallito di nuovo con un tiro basso. Altra discesa altro tiro stessa storia. Capisco che per i miei gusti il fucile è troppo pesante in punta. Con il braccio “fresco” riesco a correggere bene e facilmente l’assetto, poi inizia a diventare troppo pesante ed inizia a scendere in punta senza che io riesca a correggere bene. Cambio fucile, passo ad un 100, e mi sembra di avere in mano un fuscello, leggerissimo. Le altre due uscite si ripete la stessa storia. Braccio fresco tiro chirurgico. Comunque mi sembra un difetto facilmente correggibile, e probabilmente dovuto all’estrema pesantezza del legno utilizzo. Come impressione generale sono rimasto assolutamente colpito dalla facilità di puntamento e dalla linea di mira “PARTICOLARE”. Correggendo adeguatamente “la pesantezza della punta” e portando gli elastici da 16 a 18, credo che nel torbido è fucile con pochi rivali. Davvero un bel lavoro, bravo a Persiko che ringrazio per l’onore concessomi.

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