Viste le buone prestazioni del primo prototipo Double ho realizzato questo legnetto da aspetto in acqua limpida ed agguato per tiri lunghi; munito di doppio elastico in tandem, appunto.
Realizzazione in lamellare di teak e carbonio sezione osso di seppia 5x3, coppia di elastici da 16 neri con ogive legate in dyneema (poi inox snodate Seatec), asta da 6.5 x150 impugnatura anatomica asimmetrica, scatto "Ermes classic" inox, asta brunita doppia aletta. Peso completo di mulinello ed accessori 1994 gr.
Gli elastici rimangono nella sezione del fusto, quello anteriore corre parallelo all' asta, il guidaasta è minimo e sagomato sull' asta, il mulinello (Totem) è preso in prestito da altro legno.
PROVA IN ACQUA di Persiko
Il Tandem è ben bilanciato, appena positivo all' impugnatura, e la correzione appare facile: basta montare il mulinello più grande e l' assetto è perfetto, senza inserire altri pesi.
Ho provato due conformazioni di ogiva. con legature in dyneema ed ogiva metallica articolata.
La prima è sicuramente più silenziosa, ma la linea di mira appare sporca, non libera come piace a me, e come la conformazione dellla testata permetterebbe. La versione definitiva monterà le ogive metalliche della Seatec, che oltre a lasciare ampio campo visivo permettono agli elastici di correre parallelamente al fusto e di esserne staccati per sfruttare al massimo la potenza specie in fase di accellerazione iniziale, facilitando peraltro il caricamento ed il loro allineamento.
Lo scatto è morbido, ed il grilletto giustamente sensibile. Ho fatto delle modifiche al progetto originario della scatola di scatto eliminando la vite di regolazione della corsa del grilletto (solidale allo sganciasagola) in modo da avere la linea di mira pulita, sostituendola con una testa svasata facendo l' opportuna sede nello sganciasagola, un pernetto inox sul lato destro permette di raccogliere la doppia passata per una linea più pulita.
IN ACQUA
Il brandeggio è ottimo se riferito alle dimensioni del legno, gli elastici non vibrano anche accentuando la manovra, complice l' assetto e la forma del fusto, addirittura migliore quello verticale.
L' asta parte via liscia a velocità impressionante simile ad un roller, ma continua ad avere spinta fino alla fine dei due giri di sagola (5mt) portandosi dietro altri tre giri di mulinello.
il tiro è preciso, dritto, il fusto non imbarca ed il rinculo minimo se paragonato ad altri legni della stessa classe di appartenenza, evidentemente sia la testata che l' insieme massa-impugnatura svolgono bene il loro lavoro.
Soddisfazione massima per un legno che anche esteticamente si presenta accattivante.
LA PROVA IN ACQUA DI Dado
questi ultimi due giorni di pesca ho avuto il piacere di testare due prodotti di persiko: un 110 doppio elastico da 16, dotato di congegno di sgancio classico ermes, ed un 90, equipaggiato con congegno di sgancio innovation di ermes.
Premesso che per una disamina accurata dei due fucili sarebbero necessarie + pescate , voglio riferirvi le mie prime impressioni. appena entrato in acqua Fabrizio mi passa il novantino.
Appena impugnata l'arma mi sbalordisce la leggerezza in acqua del fucile, sembra quasi di non avere un fucile da 90. il profilo è esile rispetto agli altri fucili in legno provati. gli elastici, una volta in tensione, trovano comodo alloggio nelle scanalature realizzate al pantografo, non creando ingombri laterali aggiuntivi.
Sono curiosissimo di vedere come si comporta nei movimenti.
Orizzontalmente non si avvertono le solite vibrazioni degli elastici e la sezione tipo osso di seppia ne ammorbidisce il brandeggio.
Provo a muoverlo verticalmente e a mia sorpresa ha una fluidità verticale non riscontrata in nessun altro arbalete in legno. i fori verticali per il passaggio degli elastici, una volta che questi sono in tensione, restano liberi per 3/5 della loro superficie, facilitando enormemente gli spostamenti verticali.
Muoio dalla voglia di provare come tira. arriva l'occasione con un corpulento sarago da kg che arriva sparato di muso.
Lo tiro frontalmente a circa 4 metri dalla punta del fucile.
Purtroppo il sarago scappa ferito di striscio e sono una nuvola di squame resta in sospensione.
Non capisco come mai fino a quando non vedo l'asta poggiata sul fondo proprio dove stava il sarago. l'asta ha stirato completamente le due passate di nylon , srotolando un giro di mulinello.
Il pesce era a + di 5 metri da me, un pò troppo per qualsiasi arbalete da 90 monoelastico.
Ciò nonostante l'asta era penetrata per pochi cm nel sarago, lasciando alcune squame incastrate fra il pernetto dell'aletta e la stessa. provo a riarmare il fucilozzo e mi stupisce la cura nei dettagli prestata dal buon Fabrizio nella lavorazione di questo legnetto.
Tanti accorgimenti utili a facilitarne e ottimizzarne l'uso. l'armamento dell'asta è semplice e rapido, nonostante il nuovo sistema di sgancio tipo balestra di Ermes; questo sfrutta lo stesso principio delle balestre, garantendo alle aste, introvabili sul mercato, una robustezza e velocità senza pari. sfortunatamente Persiko deve uscire dall'acqua, si riprende il 90 e mi chiede di provare il 110 doppio elastico, con la promessa di ridarglielo il lunedì seguente.
Le condizioni del mare non sono l'ideale per un simile canone e la conformazione del fondale non aiuta. inoltre i pesciotti sembrano spariti. ne avrò la riconferma l'indomani in un hot spot dove trovo sempre prede interessanti.
Cerco un pò di fondale per provare il fucilone su una preda interessante e mi sposto su un ciglio al largo. il posto di pesca dove mi trovo è a me sconosciuto e cerco subito di farmene un'idea. ma trovo solo pescetti minuscoli e niente mangianza.
Finalmente noto un sarago sopra i 50 grammi dei tanti incontrati durante questo calasole, seguito subito da uno + grande; m'immobilizzo e nascosto in un catino inizio a distendere il braccio verso il pesciotto, gli sparo di muso ed il sarago da 3 etti cade in sagola a 4 metri di stanza. certo non è una preda degna di nota ma a quella distanza è stato un buon test di mira.
La freccia è partita diritta ed il tiro è risultato teso fino a fine corsa. n male per questo fucile che monta una coppia di elastici da 16 mm moscissimi.
Purtroppo non vedo altro pesce e solo al ritorno scorrendo il ciglio a ritroso trovo due cerniotte da 1,5 kg , assolutamente da lasciar crescere, e tre fasciati di generose dimensioni dentro uno spacco.
Impugno il cannone e desisto. noto un'altro maggiore da 6 etti poco + avanti infilarsi in un altro spacco e anche qui desisto. vedo un verdone da kg scorrere contro una parete di grotto a 2 metri da me, sposto il fucile ed allineo il bersaglio con un movimento laterale fluido e rapido. seguo la corsa del verdone in corsa sperando di potergli tirare non appena la parete termini.
Purtroppo ciò nn accade e s'imbuca in una fessura. in questa fase mi ha particolarmente stupito la facilità con cui sono riuscito ad arretrare l'arma, ruotarla di 90 gradi distenderla in avanti e correggere la mira in un lieve spostamento verticale. veramente un brandeggio invidiabile.
Non riesco però a non rimpiangere il 90 di Persiko, un'arma sicuramente + adatta per l'occasione. il 110 resta un cannone per prede importanti o di prede particolarmente diffidenti, con un tiro utile di 5 metri dalla punta del fucile. su tutti e due i fucili ho riscontrato un leggerissimo assetto negativo, comodo per quelle persone che amano pescare col fucile che non punti verso l'alto, ma scomodo per quelli che come me lo prefersicono leggermente positivo.
Il polso comunque non ne risente. altro suggerimento l'impugnatura, a cui sarebbe meglio dare una sagomatura standard invece che personalizzata, cosa quest' ultima pregievole, ma scomoda se uno si trovasse ad usare il fucile di un altro.
Domenica mattina ci ho riprovato, ma la forte corrente e la tempesta abbattutasi su S.Marinella la mattina ci hanno costretti ad una sortita in gommone veloce veloce. il pesce avvertendo l'arrivo della perturbazione ha disertato i classici posti e la prova su un bel dentice od una veloce palamita è così sfumata. peccato perché mi sarebbe piaciuto veramente tanto provare questo cannone contro una preda degna della sua potenza e bellezza.
Mi permetto di dare solo due consigli. il primo è quello di fare le legature all'asta non col nodino ma con i rivetti, ne acquisterebbe in precisione. secondo, spero che Persiko crei un mulinello degno della sua inventiva e manualità, con cui armare i suoi fucili.